I MIEI LETTORI

mercoledì 22 marzo 2017

La casa viola : Il terzo capitolo

Eccoci arrivati al terzo appuntamento con il mio racconto a puntate .

Vi lascio alla lettura , non prima di avervi lasciato i link per i due capitoli precedenti.

- CAPITOLO 1

- CAPITOLO 2 



Capitolo 3

La casa viola


Sarà aprì la finestra . In camicia da notte e a piedi nudi uscì sul terrazzino, annusando l'aria come fanno i cani quando fiutano un odore che li attrae.

Una folata di vento la fece rabbrividire .

Rientrò, si avvicinò al letto e coprì la bambina raccogliendo le coperte che erano scivolate sul pavimento.

Greta non aveva voluto dormire da sola quella notte : quella piccola birbante sapeva come farsi volere bene! Le bastava uno dei suoi abbracci per ottenere da Sara quasi tutto quello che voleva.

Erano ormai tre anni che lavorava a tempo pieno come baby sitter in casa Palmieri , da quando Alessandro  ed Emma , avevano deciso di lasciarsi.

Tra lei e la bambina , che all'epoca aveva solo cinque anni, era subito nato un bellissimo rapporto e ora sembravano quasi sorelle.

Greta restava con il padre per lunghi periodi: Emma non aveva mai nascosto il suo quasi inesistente senso materno e Alessandro , sempre più assorbito dal lavoro , aveva dovuto cercare un aiuto.

Per Sara quel lavoro si presentò subito come un'occasione fortunata: le consentiva di mantenersi e le lasciava tempo per la sua vera passione , la fotografia.
Indossò un paio di jeans , raccolse i lunghi capelli in una treccia di fortuna e uscì , accostando delicatamente la porta per non svegliare la bambina.

Scese al piano terra , seguendo il profumo di vaniglia e cannella, fino alla dependance.

Anna la accolse con un sorriso .

“Buongiorno, è già tutto pronto se vuole fare colazione. E' la prima stamattina.” cinguettò facendole cenno di accomodarsi.

“Grazie , ma diamoci del tu. Piacere, Sara.”

“Anna” rispose allegra la ragazza stringendole la mano “Si dorme bene qui vero?” aggiunse poi accompagnandola.

Sara si sedette ad un tavolo vicino all'ingresso annuendo compiaciuta.

Chiese un caffè e pensò che non le dispiaceva essere la prima: non amava mangiare da sola in compagnia di sconosciuti.

“Oggi abbiamo la torta di mele. Claudia l'ha appena sfornata. Ti consiglio di assaggiarla . E' stre-pi-to-sa!” suggerì Anna con enfasi

Ecco spiegato il delizioso profumo che l'aveva guidata fin lì!

Quello era il suo dolce preferito !

Stava appunto gustandone la seconda fetta quando Antonio entrò con la sua cesta di pane appena sfornato.

Aveva l'abitudine di passare sempre per la saletta delle colazioni , entrando dalla veranda, sebbene Claudia più volte lo avesse ripreso: sperava di incappare in qualche bella turista solitaria.

E quella mattina pensò che finalmente il suo giorno fortunato era arrivato.

Si fermò accanto al tavolo di Sara,posando la pesante cesta sul pavimento. Quindi con un gesto fulmineo che lasciò la ragazza inebetita , prese dal tavolo un tovagliolo e le pulì le briciole di torta che le erano rimaste attaccate all'angolo della bocca .

“Lo so, è impossibile resistere alla torta di mele di Claudia!” disse poi , rimettendo a posto il tovagliolo.

La ragazza arrossì e inghiottì il boccone che stava quasi per strozzarla. Quindi accennò un sorriso imbarazzato.

Pensò che quell'uomo fosse tanto sfacciato quanto affascinante e non riuscì a staccare gli occhi dal bianco della camicia che esaltava il suo fisico asciutto , forte ed abbronzato.

Antonio, raccolta da terra la cesta, salutò con un cenno e sorridendo sparì in cucina.


Ogni giorno, con qualsiasi tempo e in qualsiasi stagione , da quando si era trasferita lì con Marco, Claudia usciva per una corsa.

Non che fosse una patita del fitness. Però negli anni , la gravidanza e la sua passione per il buon cibo , le avevano regalato un fisico morbido che Marco sembrava apprezzare , ma che in cuor suo sapeva di dover tenere sotto controllo.

“Ricorda che a me piace la carne intorno all'osso”la scherniva quando la vedeva prepararsi per andare a correre.

Claudia lo baciava , lasciandolo al suo lavoro.

Marco scriveva.

Oltre a diverse collaborazioni con giornali e riviste, aveva pubblicato già tre romanzi.

Quando si erano conosciuti a Londra , lui si trovava lì per delle ricerche ,utili al suo ultimo libro.

Si erano incontrati al pub dove Claudia lavorava per mantenersi : la mattina frequentava un costoso corso di inglese e dal pomeriggio , fino a tarda notte, faceva la cameriera in quel piccolo locale frequentato per lo più da turisti.
Ogni tanto si fermava a scambiare due parole con quell'italiano solitario , che passava ore ed ore seduto ad un tavolino appartato , sorseggiando birra, leggendo , scrivendo e rosicchiando matite.

Non smetteva mai di scrivere.

A volte restava perso dietro qualche pensiero, fissando il vuoto o qualcuno seduto altrove.

Studiava le persone , immaginava le loro vite, cercava soggetti per i suoi racconti.

I capelli brizzolati e sempre spettinati, gli occhi azzurri e grandi dietro gli occhiali tondi che indossava per leggere , avevano affascinato Claudia : le piaceva restare a parlare con lui , ascoltare i suoi racconti e leggere stralci del romanzo al quale stava lavorando , quando glielo permetteva.

Lui , spesso , l'aspettava fino alla chiusura e si offriva di accompagnarla a casa, un piccolo appartamento che divideva con altre due ragazze italiane conosciute al corso di inglese appena arrivata a Londra.


Il percorso che Claudia affrontava ogni mattina era sempre lo stesso: cinque chilometri di sentiero, quasi tutto in piano , la meta preferita dei suoi ospiti che amavano percorrerlo in bicicletta.

Il sentiero si snodava attraverso campi coltivati, era fiancheggiato da un canale e portava fino alle sponde del lago. D'estate il prato era tutto un fiorire di asciugamani e sdraio.
Lì il sole non era mai aggressivo e le acque fresche e limpide del lago erano un dono nelle giornate più torride dell'anno.
Claudia non amava isolarsi dietro un paio di cuffiette. La sua musica preferita era quella offerta dalla natura che intonava cori e suonava concerti degni dei migliori palcoscenici.

Non arrivava mai fino alla fine del sentiero.

La sua meta era la casa viola.

Una villetta dalle scarse ambizioni architettoniche che però le piaceva , soprattutto per il tenue color lavanda delle sue pareti che la faceva risaltare nel verde.

Intorno al piccolo giardino , sempre curatissimo , uno steccato bianco e una rete dietro la quale, ogni volta che lei sopraggiungeva , un cane dal pelo lungo marrone e bianco si avvicinava e iniziava ad osservarla.

Allora lei lo salutava e lui scodinzolava chiedendo una carezza.

La casa però si trovava sull'altra sponda del canale. Più avanti , lungo il sentiero , c'era un ponte ma lei , in tanti anni , non lo aveva mai attraversato.

Claudia si fermava sempre davanti alla casa viola.

Riprendeva fiato , stirava i muscoli poggiandosi al tronco di un albero.
Qualche volta , quando si sentiva più stanca, si sedeva all'ombra e restava lì qualche minuto.
Non era mai riuscita a capire chi abitasse in quella casa.

Nessuno sembrava sapere chi ne fosse il proprietario. E , a dire il vero, anche lei aveva sempre e soltanto visto il cane e qualche gatto, ma mai nessuno all'interno del giardino , o dietro le finestre.

Eppure era evidentemente abitata e curata.

Quel giorno però qualcosa attirò la sua attenzione: un movimento rapido dietro una delle finestre .

Si alzò di scatto e si avvicinò il più possibile stando attenta a non scivolare nel canale.

Era sicura di aver visto qualcuno scostare una delle tende della finestra grande al piano terra.

Si sporse ancora un po' facendosi ombra con la mano sulla fronte ….ma niente .

Tutto era fermo , immobile e silenzioso come sempre.

Il richiamo stridulo di una gallinella d'acqua la fece sobbalzare pericolosamente .

Si aggrappò alle canne che costeggiavano il canale e tornò con i piedi ben saldi sul sentiero.




La festa di fine estate era ormai diventata un'istituzione : nei due giorni dedicati ai festeggiamenti il lavoro quadruplicava.

Anna e Claudia l'avevano trasformata in un evento che riusciva a riunire i turisti e gli abitanti dei dintorni in un vero e proprio baccanale.

I tavoli erano già tutti pronti , mostravano civettuoli le allegre tovaglie gialle e bianche . Erano disposti un po' ovunque sotto il patio , nel prato , e sotto la grande quercia .

Tra poco Claudia sarebbe scesa e avrebbe dato il via ai festeggiamenti con un piccolo discorso, come faceva ogni anno.

Questa volta però sarebbe stato diverso.

Marco non poteva aiutarla a cercare le parole più giuste . E a nulla serviva stare seduta alla sua scrivania che tante volte lo aveva ispirato , soprattutto negli ultimi giorni della sua malattia.

Per lei era una magia la capacità di suo marito di saper unire parole a pensieri e sensazioni.

Lesse e rilesse le poche righe che era riuscita a buttare giù e finì con l'appallottolare l'ennesimo foglio.

Uscì sul terrazzino : c'erano già diverse persone che si avvicendavano al buffet. L'orchestra aveva iniziato a suonare . Anche quell'anno era stata Anna a scegliere il gruppo ed era già in mezzo allo spazio lasciato libero apposta per ballare. Nel suo vestitino rosso ,corto ,cosparso di fiori bianchi , era l'anima della festa .

D'un tratto le arrivarono le note di una canzone che , per anni , aveva chiuso fuori dei suoi ricordi.
Era stata la canzone che aveva fatto da sottofondo alla sua storia con Alessandro.

Quando si erano lasciati aveva smesso di suonare. Per sempre.

Fino a quella sera.

Claudia restò stupita quando scoprì di ricordarne ancora tutte le parole e si ritrovò a canticchiarla.

Purtroppo non le riportava alla mente i momenti più belli vissuti con Alessandro. Ma solo quelli più tristi, quelli che invece avrebbe voluto cancellare per sempre.

Rivisse , attimo per attimo , il dolore di quel giorno in cui lei gli aveva confessato di essere incinta , gli aveva parlato di Marco , lo aveva supplicato di perdonarla .
Alessandro si era liberato dalla stretta delle sue mani , senza neppure una parola , e si era allontanato senza più voltarsi indietro.

Da quel giorno non si erano più visti .

Sulla scia di quei ricordi che ancora riuscivano a strapparle una lacrima e un imperdonabile senso di colpa , finalmente Claudia riuscì a trovare le parole giuste.

Tornò a sedersi alla scrivania di Marco e scrisse il suo discorso.

Prima di scendere alla festa si diede un'ultima fugace occhiata nello specchio del bagno e pensò che forse era meglio cercare qualcosa per coprirsi le spalle : più tardi ,senz'altro ,avrebbe sentito freddo.

Ricordò di avere riposto uno scialle nell'unico cassetto del piccolo armadio .

Tentò di aprirlo ma qualcosa lo bloccava, o forse erano solo l'umidità e i tanti anni che quel mobile si portava dietro.

Con uno strattone infine riuscì ad aprire il cassetto e fu allora che si accorse che qualcosa era effettivamente incastrato sul fondo: un quaderno , uno di quelli che Marco usava per prendere appunti quando iniziava un nuovo lavoro.

Riuscì a tirarlo fuori. Ora il cassetto apriva e chiudeva bene.

Prese lo scialle , diede ancora un'occhiata al quaderno chiedendosi perché fosse in quel cassetto e non insieme a tutti gli altri appunti di Marco che, anche se possedeva il meglio che la tecnologia potesse offrirgli , aveva sempre preferito affidarsi ai metodi tradizionali per la stesura dei suoi lavori. Solo dopo aver messo la parola fine,si decideva a riportare e salvare tutto sul portatile.

Claudia posò il quaderno sulla scrivania, rimandando la sua curiosità a quando avesse avuto più tempo. Quindi uscì , richiudendo la stanza con la chiave.


Da più di un anno la teneva chiusa , come se soltanto così potesse conservare intatti i suoi ricordi.


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lunedì 13 marzo 2017

La casa viola. Il secondo capitolo

Ecco finalmente pronto il secondo capitolo della nostra storia.
Per chi volesse rileggere il primo , o per chi non lo avesse ancora letto , qui potete trovarlo.

buona lettura 




Capitolo 2

Ricordi

“ Ti chiamo appena arrivo “ salutò Claudia elettrizzata saltandogli al collo e baciandolo .

Alessandro sembrava come intontito.

Le braccia lungo il corpo allungate sotto il peso dei due borsoni che contenevano tutto il mondo di Claudia.
Quel mondo che , fino ad allora, era stato anche il suo e che ora lei si portava via , lasciandolo solo .

“Verrai a fine mese vero? Siamo già d'accordo? Vero amore ?"

Claudia lo riempiva di domande e di progetti per il prossimo futuro.

Ma quale futuro avrebbe mai potuto avere la loro storia?

Non gli piacevano i rapporti vissuti a distanza . Aveva bisogno di contatto . Per lui l'amore era soprattutto , essenzialmente , fisico.

“Ale? Amore ? ...Oh , ma che hai? “ Claudia gli stava sventolando la mano aperta davanti agli occhi , come per risvegliarlo da un brutto sogno.

“Si certo....certo verrò... “ rispose , ma  sapeva che quella sarebbe stata l'ultima volta che avrebbe sentito il suo profumo.

L'ultima volta che avrebbe affondato il viso tra i suoi capelli castani  e sentito le sue braccia stringerlo.

Non avrebbe retto. Non sarebbe durata . La partita era già persa.

Fu a quel punto che annunciarono l'imminente partenza del volo per Londra.

La ragazza ebbe un attimo , un solo brevissimo attimo di esitazione : forse avrebbe dovuto restare?

Poi venne travolta da un omone in bermuda e canottiera che quasi la fece cadere , urtandola con il trolley.

Prese i borsoni dalle mani di Alessandro , e baciandolo ancora una volta si allontanò sorridendo, portandosi dietro promesse che non avrebbe mai mantenuto.





La grande auto nera accostò sotto la quercia che spargeva generosa la sua ombra sul piazzale.

La portiera dal lato del passeggero si aprì e con un salto Greta scese, stiracchiandosi come un gatto al sole .

“Chiudi Greta, per favore e non allontanarti “

Quella che Claudia aveva sentito provenire dall'auto era chiaramente la voce di una donna.

Un misto di sorpresa e di delusione la pervasero quando una ragazza bionda scese e si avviò verso di lei non prima di avere afferrato la bambina per una mano trascinandola con sé.

Claudia immaginò subito mille diversi scenari per quella circostanza ma non fece in tempo a formulare neppure un'ipotesi .

La ragazza le stava porgendo la mano libera per salutarla

“Piacere , Sara Lucenti . “ quindi, tirando per il braccio la bambina che cercava di divincolarsi “ e lei è Greta. Abbiamo una prenotazione a nome Palmieri , Alessandro Palmieri.” continuò con tono spazientito.

Claudia strinse la mano di Sara con poca convinzione . E dire che aveva sempre detestato chi ti dà la mano  senza stringerla con vigore.

La stretta è un ottimo biglietto da visita, ti dice molto di chi hai davanti : le strette di mani sfuggevoli e molli sono tipiche di chi non vuole lasciarsi andare .Di chi vuole restare sulle sue .

In quel momento Claudia si stava solo chiedendo chi fosse quella donna , perché era lì con una bambina che era tutto il ritratto di Alessandro e dov'era lui , invece?

Sara dipanò la nebbia dei suoi pensieri.

“ Il dottor Palmieri ha avuto un contrattempo e mi ha chiesto di accompagnare qui sua figlia .
Lui spera di potersi liberare entro un paio di giorni al massimo.” spiegò la ragazza. Quindi , rivolgendosi a Greta che continuava a cercare il modo di sgattaiolare , le lasciò la mano dicendo:

“ Va pure , ma stai attenta e rimani qui intorno che dobbiamo scaricare la macchina “

Claudia guardò la bambina allontanarsi e rincorrere il povero Baffo che trovò rifugio sotto una siepe : più la piccola si allungava per prenderlo più lui si raggomitolava soffiando , facendosi piccolo piccolo per non farsi afferrare.

“ Avrei bisogno di un'altra camera per me” disse Sara “ spero non sia un problema , visto che non ho prenotato”

“ Siamo al completo in effetti, almeno fino alla fine della settimana, ma forse posso trovarle una sistemazione d'emergenza” Claudia si diresse verso il casale facendo cenno a Sara di seguirla.

Entrarono in una stanza fresca attraverso una porta finestra ad arco.

Sara rimase a guardare ammirata l'alto soffitto , le travi forti e scure che lo attraversavano.

Claudia passò dietro il bancone in legno e tirò fuori da un cassetto un mazzo di chiavi.

“C'è una piccola stanza che mio marito usava come studio . Penso possa piacerle.” Sorrise  e , ancora una volta , la invitò a seguirla lungo una stretta scala di pietra e legno fino al terzo ed ultimo piano della casa .

Sul piccolo pianerottolo si affacciava una sola porta.

Claudia entrò per prima ed aprì l'unica finestra che dava su un balconcino con affaccio sul tetto del casale e sul viale d'ingresso.

Il sole profanò il buio polveroso della piccola stanza .

C'erano un piccolo letto di ferro battuto e un armadio di legno intarsiato che aveva tutta l'aria di essere un pezzo antico.

Lo scrittoio vicino alla finestra faceva anche da comodino .

Una poltrona e una lampada da terra completavano il quadro di una stanza che era stata ,di certo,  un amato rifugio.

Alla finestra delle tende color lavanda come il copriletto .

Di fianco ad una stufa a legna Sara vide una porta.

Claudia l'aprì e le mostrò un claustrofobico bagno con il soffitto spiovente illuminato da un lucernario.

“Spero che possa andare bene... Non ho altro disponibile  al momento” 

Sara era rimasta davvero colpita da quella stanza . Era semplicemente meravigliosa , pensò.

“L'adoro!” si lasciò sfuggire con entusiasmo.

Claudia non poté far altro che sorridere compiaciuta

“Allora ecco, queste sono le sue”  le porse  le chiavi dello studio e pensò ,con un velo di malinconia ,che a Marco Sara sarebbe piaciuta e non avrebbe avuto problemi a prestarle il suo rifugio.


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venerdì 10 marzo 2017

Intervista col creativo! I Mandala di Sonia



Forse sarà capitato anche a  voi di passare dei momenti , nel corso della vostra vita , in cui avete avvertito  la necessità di ritrovare voi stessi.

Secondo me tutti , alle volte, perdiamo l'orientamento , il contatto con il nostro vero io .

Ora, sarà per questo motivo , o perché ultimamente sono più stressata del solito , non so dirvi.

Ma l'incontro con Sonia Caporali , la creativa che vi presento oggi , mi ha davvero toccata.


Ecco dunque la sua intervista .

Ciao Sonia, vuoi parlarci un po' di te?

Ciao Clelia! Prima di tutto voglio ringraziarti per questa opportunità, perché far conoscere il mondo meraviglioso dei mandala è sempre un’impresa ardua. E poi voglio già ringraziare in anticipo tutte le persone che leggeranno questo articolo nel tuo bel blog 

Allora, io ho 42 anni e vivo in un paesino vicino Roma. Ma ho vissuto anche a Roma, Torino e Fano. Sono stata un po’ girandolona. 

Amo molto i libri, il cinema, la musica, l’arte, gli animali (i cani in particolare), la pizza, i cartoni animati, la natura. Sono vegetariana, faccio un po’ di meditazione tutti i giorni; le mie giornate le dedico al mio lavoro, che consiste nel creare mandala che aiutino le persone a ritrovare il loro benessere interiore, visto che con la vita che si conduce oggi, sempre caotica e stressante, si tende a perdere il proprio Centro, la propria Essenza 

Per venire incontro alle esigenze di tutti, creo anche collane con mandala, sia in legno che in metallo, e piccoli quadri ad acquerello a tema spirituale.

Ti definisci una portatrice sana di entusiasmo e allegria. Come si riesce a diventare un"oceano di speranza e ottimismo"? Credi davvero che con i ritmi dei nostri tempi sia possibile raggiungere un tale equilibrio? 


Io credo che se davvero vuoi qualcosa, se davvero ci credi fino in fondo, riesci ad ottenerla. 

No, non è affatto facile raggiungere quell’equilibrio, ma la meditazione, praticata anche pochi minuti al giorno, aiuta tantissimo. Il mio lavoro, per fortuna, mi permette di meditare sempre, perché creare mandala è anche questo

Io sono una persona ottimista e positiva di natura. È nel mio carattere vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, non perdere mai la speranza, guardare avanti con fiducia e soprattutto pensare sempre sempre e ancora sempre positivo. 

Credo molto nel concetto: il pensiero crea. 

Il mondo che ci circonda è il riflesso di quello che noi pensiamo. 

Non voglio e non posso permettermi di pensare alle cose negative della vita. E fatelo anche voi! Mi raccomando…

Cos'è un mandala?

Il significato che gli do io, personale quindi, è: un mandala è un viaggio dentro se stessi, un cammino di introspezione che ogni persona fa guardandone uno, disegnandolo, colorandolo… Un viaggio che ti permette di capire chi sei e dove vuoi andare, di prendere atto dei tuoi limiti, dei tuoi ostacoli, e superarli, di vivere il “qui e ora” perché il passato lo hai già vissuto e il futuro lo devi ancora vivere…

In linea generale, invece, didatticamente parlando: un mandala è, per i buddhisti, la rappresentazione del Cosmo e il tempio delle divinità. È un simbolo sacro che viene usato principalmente per la meditazione. La sua costruzione, da parte dei monaci tibetani, richiede una serie di rituali, così come la sua distruzione.

In sanscrito, il termine “mandala” significa cerchio, ma anche centro.

Dal punto di vista psicologico, e sempre in linea generale, un mandala rappresenta il proprio Sé, la propria interiorità.


Sei sempre stata una pittrice o questa tua passione è stata una conseguenza della scoperta dei mandala?

Anche se fino a una decina di anni fa ho fatto lavori diversi, dentro di me sono sempre stata una pittrice. 

Mi sono diplomata all’ istituto d’arte nel 1994, a Roma, e quindi l’arte l’ho avuta sempre nel sangue, ma soprattutto nel cuore. 

Prima di conoscere i mandala, comunque, dipingevo arte figurativa e astratta. Poi, quando i mandala sono entrati nella mia vita, non ho potuto fare a meno di unire questi due mondi splendidi.

Perché i mandala sono rotondi?

Perché il termine mandala, come dicevo poco fa, significa cerchio.

Inoltre, il cerchio è simbolo di protezione e rappresenta anche tutto ciò che concerne l’anima, la spiritualità, il Celeste. Simboleggia anche l’eternità.


Da dove nasce la tua passione per la cultura orientale

Sin da ragazza sono sempre stata attratta dalla figura del Dalai Lama… mi ispirava un mondo di saggezza, di compassione… anche di simpatia 

Comprai un libro, molti anni fa (quasi 20) e ricordo che il titolo era L’arte della felicità. Ne rimasi così affascinata che promisi a me stessa di approfondire la cultura buddista, in modo particolare quella tibetana.

Lo feci. Lentamente ma lo feci, perché poi la vita ti pone davanti strade diverse e sei costretta a prendere decisioni importanti per il tuo futuro, soprattutto lavorativo.

Non sono diventata buddista negli anni, ma è una filosofia di vita con la quale mi rispecchio in alcuni punti.

Ti definiresti una persona buona?

Non dovrei essere io a dirlo, ma credo di sì ... O almeno spero di esserlo, nel mio piccolo. Il mio compagno dice che lo sono anche troppo, ma forse è di parte!

Quale elemento della natura ti rappresenta al meglio 

Quello che mi rappresenta caratterialmente è il sole

Ma se devo dirti quelli che amo, sono la neve (ne vado matta, adoro il suo silenzio), il vento (forse perché sono un segno d’aria, bilancia. Il vento mi fa sentire viva), la pioggia (mi rilassa), i boschi (perché per me sono la “chiesa” o “tempio” più belli. Ci permettono di riconnetterci con il nostro mondo interiore e con l’Universo).

Ho visto che esistono libri da colorare per adulti dove appunto si devono colorare dei mandala a proprio piacere. Davvero fare questo può aiutare a rilassarsi?

Assolutamente sì. Non solo aiutano a rilassarsi, ma favoriscono anche la concentrazione, donano benessere e aiutano tirare fuori problematiche inconsce che hai e che erano nascoste in te.

Lentamente ti aiutano a superarle. Abbassano i livelli di stress e ansia, fai una vera e propria meditazione, ti immergi in te stessa e ti conosci meglio.
I benefici sono tantissimi 



Il tuo personale significato di creatività

La creatività è la Luce cha fa brillare la nostra anima. L’essere umano non può vivere senza, non può farne a meno, perché fa parte della sua indole. Morirebbe se non potesse esprimere ciò che ha dentro. 

Ognuno di noi possiede creatività. Bisogna “solo” imparare a tirarla fuori e a far brillare il nostro spirito.

martedì 7 marzo 2017

Il libro del mese! Una piccola libreria a Parigi di Nina George



Fuori il vento sta spazzando un cielo grigio e minaccioso. Oggi la primavera sembra così lontana .

Ma , mi basta ripensare al libro che ho appena terminato di leggere , per ritrovarmi inebriata dal profumo della lavanda , e stordita dai colori del sud della Francia ,per riuscire ad archiviare il freddo e malinconico inverno.

Una piccola libreria a Parigi è una storia Romantica , con la R maiuscola.

Ma non una scialba storia d'amore . Tutt'altro! E' un omaggio all'amore più profondo , non convenzionale , ma terribilmente VERO.

E'la storia di Jean Perdu parigino cinquantenne che ha vissuto gli ultimi venti anni della sua vita nel ricordo di un amore perduto che ha odiato, pianto , compianto e ancora odiato e che pur sempre è rimasto il suo più grande amore.

Tanto grande che Jean ha come smesso di vivere, si è chiuso nel suo io più introverso tra i libri , una passione senza fine e , utilizzando il suo magico potere "La trasmiranza" , è diventato un farmacista letterario : lui cura i malesseri dei suoi clienti consigliando per loro la lettura più appropriata.

E non c'è bisogno che loro rivelino quale sia il problema che li affligge. Anzi , sebbene entrino inconsapevolmente nella libreria solo per un acquisto , finiscono con l'essere analizzati , consigliati ed aiutati nella scelta della cura letteraria.

La libreria di Jean è una libreria galleggiante ormeggiata sulla Senna.

Io me ne sono letteralmente innamorata .

Quando Jean la apre lo fa perché vuole "dedicarsi a quegli stati d'animo che non hanno lo status di malattia e che i dottori non degnano di attenzione".

Perché è vero ! I libri sono la miglior medicina per l'anima . Io ho potuto provarlo sulla mia pelle : diversi anni fa , ho vissuto un momento davvero particolare e difficile. Poco più che ventenne non vedevo la luce in fondo al tunnel. Mi sentivo persa e pensavo che non sarei riuscita a venir fuori da quella situazione e un libro , capitatomi tra le mani per caso , mi ha letteralmente aiutato a sollevarmi da quello stato di letargia emozionale.

Il libro era Tutti i fiumi vanno al mare di Elie Wiesel


Un libro che vi consiglio vivamente di leggere perché ha qualcosa che ti arriva nel profondo . Ripara le piccole grandi ferite dell'anima.

Proprio come fanno i libri che consiglia Jean ai suoi clienti. La Trasmiranza gli serve per percepire e vedere attraverso la maschera dietro cui tutti noi ci nascondiamo. Jean riesce così a comprendere ciò che li preoccupa, quello che sognano , quello che gli manca.

Ma i libri , ovviamente , non sono solo medicine. Possono essere ottimi compagni di vita, ceffoni e amici

Altri sono come lo zucchero filato rosa : solleticano il cervello per tre secondi e lasciano dietro di sè un gioioso vuoto . Sono come un'avventura erotica.

Ad un certo punto della storia Jean fa una scoperta che lo sconvolge e da lì parte tutto il resto di un racconto che è un viaggio attraverso la Francia , attraverso i sentimenti perduti , attraverso la vita sua , dei suoi amici e compagni di avventura Max e Vitale .

E anche durante il viaggio scoprirete che sarà un libro ,che Jean tiene chiuso nella cassaforte della nostalgia dietro il bancone, a farla da padrone e da guida.

Luci del Sud , scritto in omaggio a Sanary-sur -Mer , località costiera della Provenza dove sembra siano andati a trascorrere i propri giorni di esilio molti autori , soprattutto tedeschi.

Da quando Jean ha perduto il suo amore non è più riuscito a leggere nessun libro : tutti in qualche modo anzichè curarlo lo feriscono . Tutti tranne Luci del Sud : era l'unico libro che lo aveva commosso senza ferirlo . Leggerlo era stato per lui come una dose omeopatica di felicità .

Non voglio e non posso anticiparvi altro della storia narrata perché potrei rovinarvi la suspense.

Posso solo aggiungere che Jean tornerà ad innamorarsi , questo si. 

E ora vi lascio alla scoperta di questo bel romanzo che mi è piaciuto davvero moltissimo.

Un romanzo per chi ama i libri , la vita , l'amore!

L'autrice , Nina George, è tedesca .Sposata ad un altro scrittore , Jens Kramer. é molto conosciuta in Germania e i suoi libri sono stati tradotti in più di Venti paesi nel mondo  . 

Penso che leggerò anche Una casa sul mare del nord , nel caso vi dirò se è altrettanto bello , ovviamente sempre secondo il mio modestissimo gusto personale.

E ora vi lascio perché devo andare a scrivere il seguito di La casa viola  :-)

A presto

Clelia

giovedì 2 marzo 2017

La casa viola , capitolo primo.

Vi ricordate quelle riviste che pubblicavano ogni settimana un romanzo a puntate ?

Non so , forse esistono ancora. In ogni caso, è proprio pensando a come mi piacesse aspettare ogni settimana la pubblicazione del seguito di quelle storie, che mi è venuta l'idea di pubblicare qui , sul blog, una storia , ma di raccontarvela pian piano , lasciandovi il tempo di immaginarne la prosecuzione .

Sapete già che tra le mie tante passioni c'è anche quella della scrittura.

Finora ho sempre scribacchiato per me stessa: non so quanti racconti o romanzi io abbia iniziato , quanti appunti abbia preso in tutti questi anni ... Ed è proprio rileggendo alcuni di questi ultimi che ho trovato un primo capitolo di una storia che non ha mai visto la sua continuazione.

E così ho deciso , da oggi ogni settimana o ogni due ( ancora non so bene )  , pubblicherò un capitolo di questa storia i cui personaggi e la cui trama completa sono sconosciuti anche a me : aspetterò che, mettendo nero su bianco , i personaggi prendano forma , acquisiscano una vita propria e scrivano la loro storia insieme a me .

Diciamo che questa nuova iniziativa è qualcosa che faccio soprattutto per me , per soddisfare questo desiderio innato di scrivere , ma spero tanto che possa piacere anche a voi che attenderete con curiosità l'uscita di ogni nuovo capitolo.

A questo punto , che la storia abbia inizio!


martedì 28 febbraio 2017

Intervista col creativo! Anno secondo :Inseguire sogni e passioni, la mission di Gloria



Per Gloria creare è un ottimo antistress, tanto da decidere di dedicare un blog alla sua voglia di fare che non conosce limiti e si concentra sui più svariati interessi.

Ma lascio subito la parola a lei .

D. Gloria benvenuta ! Ci racconti quale è stato il tuo percorso di creativa?

Non mi sento proprio una creativa.

Catturo idee dal web  e le elaboro facendole mie.

Comunque  ho iniziato a pasticciare con le mani sin da piccola quando trasformavo pezzetti di legno e fili di lana  in pupazzi poi, crescendo, sono passata al cucito, il mio più grande amore.

In gravidanza è scoppiata la voglia di realizzare cose sempre  nuove, dal restauro dei mobili, alla pittura sui muri, passando per tutti quegli hobby cosiddetti femminili. 

I principali innamoramenti sono stati le paste modellabili, il  decoupage,  il quilling, la country painting, lo stitchery, la tintura naturale delle stoffe  e ,dopo  l'apertura del blog, sono rimasta folgorata dal punto croce. 
La passione di Gloria per gli orologi e lo stichery

Sono molto curiosa e la mia voglia di imparare non è mai sazia.



D. Da uno a dieci quanto pensi sia utile affidarsi ai lavori manuali per sconfiggere lo stress?

Per me è stato indispensabile,  è il mio modo per rilassarmi e distendermi assieme a un po’ di attività fisica.  

Lavoro in sanità, a contatto col pubblico, e mi riversano addosso tutti i loro problemi;  così torno a casa e a mia volta li riverso solo sulle mie mani e non sui miei cari

D.Il tempo perso ad inseguire sogni e passioni .....è davvero tempo perso?

Per mio marito si,  per me no.

Come dicevo sopra, è la mia valvola di sfogo, mi ha permesso di conoscere molte persone, e anche di realizzare progetti di beneficenza che altrimenti nella pigrizia della nostra vita frenetica non avrei approfondito
questa Doll rappresenta la passione di Gloria per il cucito e il ricamo
ma anche la sua generosità : è stata creata per un progetto di beneficenza

D. Il valore della creatività nella tua vita

Come avrai già compreso è il mio pane quotidiano  a cui dedico le mie ore serali e in parte  anche notturne  


D. Il tuo rapporto con il mondo animale e con la natura 

Sono nata e cresciuta in campagna ai confini di un’osasi della Lipu fra i tanti animali di una fattoria.

Vissuta in parte in una piccola città di provincia , e ritornata in campagna per un cane, in seguito ho scelto un Alano come Baby sitter per mia figlia, e ora che lei è grande abbiamo optato per un gatto. 

Parlando di natura fra le  mie passioni  c’ è il nordic walking o semplicemente il walking sugli argini dei fiumi o i sentieri di campagna vicino a casa mia.

D. La tua ultima passione : il ricamo . Un'arte antica che non ha mai perso fascino . Quale è , secondo te , il suo segreto?

Sinceramente non saprei.  Già utilizzavo la tecnica dello stitchery  (una sorta di ricamo semplificato) e ,in un momento in cui mi si era rotta la macchina da cucire,  mi sono detta “perché non provarci” ed è stato vero amore
la passione diGloria per la tintura dei tessuti (questo è stato tinto con l'inchiostro ) unita al ricamo di frasi

D.Quali e quanti sogni ha inseguito Gloria? Qualcuno sei riuscita a raggiungerlo?

I miei sogni sono sempre molto semplici  e molti ne ho realizzati, alcuni stanno attendendo, per mancanza forse,più che d'altro di tempo, ma ho solo 52 anni e conto di avere ancora molto tempo davanti e un cassetto pieno da svuotare.

I  più sono di viaggi,  e di studio vedrò col tempo cosa succederà….

D. Un profumo che ti evoca ricordi .

L’odore del fieno tagliato mi porta alle estati  d’infanzia piene di giochi e spensieratezza

D. A cosa pensa Gloria prima di addormentarsi la sera ?

Se ho sistemato tutto quanto richiedeva quella giornata. per  fortuna a nulla; troppo stanca
Qui il tessuto è stato tinto con il caffè

D. Ti piacciono i fiori ? se si ci dici quale è il tuo preferito e perché?

Si, anche se nel mio giardino non ce ne sono molti, per questioni di praticità. Il mio preferito? La  margherita, forse perché amo le cose semplici.

Ed ora , se volete realizzare questo bellissimo orsetto con le braccia snodate cliccate qui e troverete il tutorial . 


Così si conclude l'intervista di oggi : ogni volta impariamo cose diverse e scopriamo persone che ci somigliano , per certi versi , o che sono lontanissime dal nostro modo di essere e che per questo conquistano la nostra curiosità e stimolano la nostra fantasia.

Quando Gloria dice che per suo marito il tempo dedicato ad inseguire sogni e passioni è tempo perso , mi accorgo che spesso mi sono fatta proprio questa domanda mille e mille volte , non riuscendo a dare una risposta univoca, restando nel dubbio certo. 

Ma mi sono anche ritrovata ad inseguire con caparbia il mio obiettivo ,i miei desideri . Perché, anche se spesso capita che chi ci vive accanto non comprenda del tutto l'importanza di non dimenticare mai i propri sogni e le proprie passioni , abbandonarli sarebbe un errore che non ci perdoneremmo mai .

Voi cosa pensate a tal proposito ? mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni .

E con questo vi abbraccio e vi do appuntamento a prestissimo.

Baci

Clelia

l'intervista è anche su latinacorriere.it

lunedì 27 febbraio 2017

Un paio di tende e.....il costume per Carnevale è servito.

Oggi un post corto corto solo per mostrarvi il costume che ho realizzato per la mia nipotina 



Martina ha le idee chiare, così ha spogliato la sua bambola del vestito che vedete raffigurato a sinistra dell'immagine e me lo ha portato come modello. A destra  ecco quello che sono riuscita a fare io .

Non mi sembra malaccio , viste anche le mie ridotte capacità con il cucito.

La cosa bella è che sono riuscita a trovare un tessuto che avesse le esatte tonalità dell'originale . Il tessuto altri non è che una tenda , anzi due

Quando le ho viste non ho saputo resistere e con qualche nastrino e un po' di pizzo il costume di Rapunzel ha preso forma.

Ed ecco la mia piccolina in tutto il suo splendore

Si possono quindi realizzare dei bellissimi costumi a costo contenuto : i tessuti spesso costano parecchio . Queste tende le ho acquistate dai cinesi ad un prezzo scontatissimo.

E,naturalmente, mi sono mascherata anche io con un costume che ha realizzato tempo fa la mia mamma partendo da una vecchia maglia marrone: la follia è di famiglia!
 Non siamo bellissime :-) ?

E con questa poesia che mi è venuta così di getto vi lascio augurando a tutti voi un divertentissimo Carnevale!

E' Carnevale

Un momento 
aspettate! 
Indosso la maschera , 
la indosso ogni giorno.

Voglio guardarvi
senza farmi vedere
Voglio ascoltarvi 
senza farmi sentire

Non è per timore
e neppure malizia!
E' sopravvivere
o forse è vivere...

Siam tutti teatranti
tutti pagliacci!
Un sorriso nasconde le lacrime
Una lacrima finge dolore

Nessuno è vero!
Nessuno è se stesso!
E Carnevale !
Lo è sempre 
non solo adesso!