I MIEI LETTORI

giovedì 29 giugno 2017

Un tè con l'autore. Incontriamo Silvana De Mari

Benvenuti a questo nuovo appuntamento con Un tè con l'autore.

Oggi conosceremo meglio Silvana De Mari , un'autrice a me molto cara e di cui vi avevo già parlato in questo  post .



Silvana benvenuta e grazie per avere accettato di essere mia ospite. Lei si definisce un medico che scrive. La scrittura è una cura per se stessa o una terapia per chi la legge?

Entrambe le cose. La narrazione è il sistema più antico ed efficace per modificare i neurotrasmettitori di che legge o ascolta, ma le emozioni deve provarle anche chi scrive.

foto dal web

Scrive libri per ragazzi. Crede che siano un efficace strumento educativo? 

Ne sono sicura. Oltretutto quello che abbiamo letto a 12 anni lo ricordiamo per la vita.


Come si parla ai giovani d'oggi? Come si arriva ai loro cuori ? Ma, soprattutto, come si avvicinano i giovani alla lettura ? 

Alternando struggente e esilarante: è necessario saper far ridere e commuovere. E parlare di coraggio e speranza.

Ferisce più la parola o più la spada? 

In teoria la spada, il mitra più della spada, la cintura esplosiva più del mitra. 

Ma ci sono parole maligne che si sono propagate e hanno portato la follia e i morti sono stati milioni. 

L’effetto delle parole può essere anche il Male.


Spesso ci si chiede , appassionandosi alla lettura di un libro, come abbia fatto lo scrittore ad inventare quella data storia , se scrittori si nasce o si possa diventarlo . 

Tutti nasciamo potenziali raccontatori di storie.

Se cominciamo a scrivere la nostra capacità narrativa aumenta. 

Le idee vengono scrivendo, una concatenata all’altra. 

Mi piacerebbe conoscere il percorso di vita che l'ha portata a decidere di scrivere . 

Ho cominciato a scrivere a diciannove anni, dopo aver visto Brancaleone alle Crociate, film straordinario che rappresentava un eroe straordinario, Brancaleone, che per certi versi aveva alcuni tratti di cialtronaggine, ma era comunque un coraggioso e un giusto, con un linguaggio, creato mischiando dialetti meridionali con un latino molto maccheronico e un italiano arcaico, che era un gioiello.

In quell’occasione ho scritto le prime trenta righe di un racconto, Il Cavaliere, la Strega, la Morte e il Diavolo, che poi ho dimenticato in un cassetto e ho ritrovato per caso vent’anni dopo, durante una guardia di Ferragosto, una guardia particolarmente tranquilla. 

Quando ero di guardia generalmente studiavo, e io quando studio scrivo (faccio riassunti). Ero rimasta senza carta e, incredibilmente, questo quaderno era sopravvissuto a un numero enorme di traslochi e al mio stesso matrimonio. 

Avevo ritrovato queste righe ingiallite, ovviamente scritte a mano, e avevo finito il racconto.


Scrivere storie fantastiche , piene di magia , le regala la libertà di affrontare argomenti importanti in libri indirizzati a giovani menti ?

Esatto. La narrazione fantastica ci permette di restare su un piano di leggerezza anche se si parla di temi atroci.


Quali sono le sue letture preferite oggi e quali quelle che l'hanno accompagnate durante l'infanzia?

Rileggo spesso Dante e Shakespeare. E poi ovviamente Tolkien.

Nel Il gatto dagli occhi d'oro, un cane salva la vita di una ragazzina e quella di un uomo deluso e smarrito . E tutto grazie ad un gatto che , magicamente , riesce a fare incrociare le loro strade. Reputa importante crescere e vivere relazionandosi con un animale?

Ho avuto la fortuna di vivere con dei cani. Credo che sia importante, che aggiunga molto.


Ha un suo momento della giornata in cui ama maggiormente scrivere? Oppure un suo luogo preferito?

Ogni momento è buono. Mi piace camminare, soprattutto al mattino. 

Quello è il momento in cui detto le idee sul cellulare.

Quando inizia una nuova storia ce l'ha già subito tutta in testa o prende forma man mano che inizia a metterla nero su bianco?

L’inizio e la fine e le grandi linee sono chiare.

Un'ultima domanda .Gli orchi sono reali e sono ovunque. Come combatterli e vincerli?

Ricordandoci che la morale deve essere rigida, e che quando si arriva all’assassinio intenzionale del bambino non ci sono più margini di dialogo.

Ringrazio Silvana per averci regalato un po' del suo tempo e vi do appuntamento a presto

Un abbraccio 
Clelia


Intervista presente anche su latinacorriere.it





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